SOCIETÀ ITALIANA DI STATISTICA
Dichiarazione sull'etica professionale dell'ISI

Dichiarazione sull'etica professionale dell'ISI

DICHIARAZIONE SULL’ETICA PROFESSIONALE – ISI
VERSIONE AGGIORNATA
APPROVATA DAL COMITATO ESECUTIVO DELL’ISI
17 LUGLIO 2023
OTTAWA, CANADA

 

Fonti

American Statistical Association (ASA). 2022. 'Ethical Guidance for Statistical Practice', ASA. https://www.amstat.org/docs/default-source/amstat-documents/ethicalguidelines.pdf.

Eurostat. 2018. "European Statistics Code of Practice - For the National Statistical Authorities and Eurostat." In, 20. Luxembourg: Publications Office of the European Union.

Floridi, Luciano – Mariarosaria Taddeo. 2016. 'What is data ethics?', Philosophical Transactions of the Royal Society A: Mathematical, Physical and Engineering Sciences, 374: 20160360.

GOFAIR. 2016. 'FAIR PRINCIPLES', GOFAIR, consultato il 24.06.2024. https://www.go-fair.org/fair principles/.

Hand, David J. 2018. 'Aspects of Data Ethics in a Changing World: Where Are We Now?', Big Data, 6.

International Statistical Institute (ISI). 2023. 'Declaration on Professional Ethics', ISI, consultato il 14.03.2024. https://isi-web.org/declaration-professional-ethics.

Royal Statistical Society. 2014. 'Code of Conduct', RSS, consultato il 04.07.2024. https://rss.org.uk/ about/policy-and-guidelines/code-of-conduct/.

Society for Neurosciences. 2024. 'Professional Conduct', SfN, consultato il 24.06.2024. https:// www.sfn.org/about/professional-conduct.

Tractenberg, Rochelle E. – Jennifer Park. 2023. "How does international guidance for statistical practice align with the ASA Ethical Guidelines for Statistical Practice?" In arXiv pre-print server.

Tuana, Nancy. 2010. 'Leading with ethics, aiming for policy: new opportunities for philosophy of science', Synthese, 177: 471-92.

United Nations. 2023. 'Fundamental Principles of National Official Statistics', UN, Consultato il  01.02.2024. https://unstats.un.org/unsd/dnss/gp/fundprinciples.aspx.

Wilkinson, Mark D., et al. 2016. 'The FAIR Guiding Principles for scientific data management and stewardship', Scientific Data, 3: 160018.

 

 

 

DICHIARAZIONE SULL’ETICA PROFESSIONALE

ADOTTATA DAL CONSIGLIO DELL’ISI
22-23 LUGLIO 2010
REYKJAVIK, ISLANDA

 

VERSIONE AGGIORNATA
APPROVATA DAL COMITATO ESECUTIVO DELL’ISI
17 LUGLIO 2023
OTTAWA, CANADA

 

International Statistical Institute – Permanente Office

P.O. Box 24070

2490 AB The Hague

The Netherlands

http://isi-web.org

 

 

DICHIARAZIONE DELL’ISI SULL’ETICA PROFESSIONALE

 

INTRODUZIONE, VALORI, PRINCIPI E CONTESTO

 

INTRODUZIONE
VALORI PROFESSIONALI CONDIVISI
PRINCIPI ETICI
NOTA SUL CONTESTO

 

Per maggiori informazioni sul contesto e dettagli bibliografici (solo in inglese), consultare il sito web dell’ISI https://www.isi-web.org/background-documentation-and-bibliography-isi-declaration-professional-ethics

 

Liberatoria per le traduzioni: la versione inglese funge da documento di riferimento.

 

INTRODUZIONE

 

La Dichiarazione dell’ISI sull’Etica Professionale consiste di una dichiarazione di Valori Professionali condivisi e un insieme di Principi Etici che ne derivano.

 

Per gli scopi del presente documento, la definizione di “statistico” non si limita a chi è in possesso di una laurea specifica nel campo ma include anche un’ampia gamma di creatori e utilizzatori di dati e strumenti statistici. Gli statistici operano in una gran varietà di contesti economici, culturali, giuridici e politici, ognuno dei quali influenza la rilevanza e il fulcro dell’indagine statistica. Oltretutto essi operano all’interno di una delle tante e diverse branche della disciplina, ognuna delle quali prevede proprie tecniche e procedure e, verosimilmente, propri approcci etici. Inoltre, contribuiscono allo sviluppo di software che dipendono da metodi statistici basati su strumenti di intelligenza artificiale e machine learning. A prescindere dal settore specifico, i principi etici degli statistici sono parte integrante della competenza professionale e dovrebbero rientrare nella formazione completa di ogni statistico.

 

Gli statistici operano in diversi campi, quali economia, psicologia, sociologia, medicina o intelligenza artificiale, i cui professionisti possono avere convenzioni etiche che influenzano la loro condotta. Persino all’interno dello stesso ambito e branca della Statistica, gli individui possono trovarsi di fronte a vincoli e situazioni in cui si presentano questioni etiche.

 

Scopo della presente dichiarazione è far sì che i giudizi etici e le decisioni individuali degli statistici si ispirino a esperienze e valori condivisi, più che a rigide regole imposte dalla professione. La dichiarazione intende documentare i principi ampiamente diffusi della professione statistica e identificare i fattori che ne ostacolano l’applicazione. Essa riconosce che l’applicazione di un principio potrebbe escludere quella di un altro e che gli statistici – analogamente ad altre categorie professionali – hanno obblighi contrastanti che non possono essere sempre assolti contemporaneamente. Perciò, talvolta, gli statistici dovranno operare una scelta tra diversi principi. La dichiarazione non cerca di risolvere il problema della scelta o di stabilire delle priorità tra i principi. Fornisce invece una struttura entro cui lo statistico scrupoloso dovrebbe essere in grado di lavorare agevolmente. Si raccomanda che le divergenze da questo sistema di riferimento siano la conseguenza di una decisione ponderata più che di ignoranza.

 

Il primo intento della dichiarazione è essere informativa e descrittiva più che impositiva o prescrittiva. In secondo luogo, essa è pensata per essere applicabile, per quanto possibile, ai vasti e variabili campi della metodologia e dell’applicazione statistica. Per questo motivo, le sue disposizioni sono formulate in modo molto ampio. Terzo, sebbene i principi siano strutturati per essere applicati in modo esteso alle decisioni più che alle specifiche questioni menzionate, la dichiarazione è ben lungi dall’essere esaustiva. È stata concepita con la consapevolezza che richiederà correzioni e aggiornamenti periodici, che riflettano da una parte gli sviluppi nella produzione di informazioni e strumenti tecnici utilizzati dagli statistici e, dall’altra, quelli nell’uso (e, di conseguenza, abuso) degli output statistici. La crescente produzione e disponibilità di dati digitalizzati da parte di una miriade di organismi privati e pubblici, che possono essere utilizzati a scopo statistico, è un fenomeno talmente importante da richiedere una revisione della dichiarazione per apportare le necessarie correzioni[1][2]. Quarto, i valori, i principi e le osservazioni che seguono riconoscono le generali regole o norme scritte e non scritte, come il rispetto della legge o l’esigenza di integrità. Tuttavia, la dichiarazione si limita, per quanto possibile, alle questioni di specifico interesse dell’indagine statistica.

 

Seppur non dichiarato in modo esplicito, i Principi riflettono intrinsecamente gli obblighi e le responsabilità degli statistici, nonché i conflitti che ne derivano, dinanzi a forze e pressioni esterne alle loro prestazioni, e in particolare da e verso:

  • - la Società,
  • - datori di lavoro, clienti e finanziatori,
  • - colleghi,
  • - soggetti.


Nell’adempiere alle proprie responsabilità, ogni statistico deve badare a che le sue azioni siano coerenti con gli interessi di ciascun gruppo, non favoriscano un gruppo a scapito di un altro, e non confliggano con alcuno dei Principi.

 

Ai Principi seguono brevi commenti sui conflitti e le difficoltà inerenti alla loro applicazione. Per ogni principio etico è presente un link per chi desideri approfondire le tematiche. Analogamente, dopo i commenti si fornisce una bibliografia annotata per chi desideri approfondire le tematiche o consultare testi più dettagliati.

 

VALORI PROFESSIONALI CONDIVISI


I nostri valori professionali condivisi sono rispetto, professionalità, veridicità, integrità.

  1. 1. Rispetto

Rispettiamo la privacy altrui e le promesse di riservatezza fatte.

Rispettiamo le comunità in cui sono raccolti i dati e le tuteliamo dai danni causati da un uso improprio dei risultati.

Non dobbiamo occultare o sminuire impropriamente il lavoro di altri.

  1. 2. Professionalità

La professionalità implica responsabilità, competenza e conoscenze specialistiche e giudizio informato.

Lavoriamo per comprendere le esigenze dei nostri utenti ed elaborare soluzioni pertinenti.

Ci serviamo delle nostre conoscenze, delle analisi e dei dati statistici per il Bene Comune di servire la società.

Ci adoperiamo per raccogliere e analizzare dati della migliore qualità possibile. Che siano raccolti tramite censimenti, sondaggi o altre fonti, ne valutiamo la qualità tramite i sistemi di riferimento disponibili.

Siamo responsabili dell’adeguatezza dei dati e dei metodi per lo scopo in questione.

Seguiamo processi volti a garantire l’accettabilità sociale dell’uso dei dati per gli scopi statistici che perseguiamo (compresi data-set collegati).

Discutiamo le questioni in modo obiettivo e ci adoperiamo per contribuire alla risoluzione dei problemi.

Rispettiamo la legge e lavoriamo per cambiare le norme che riteniamo ostacolino una buona pratica statistica.

Seguiamo un apprendimento continuo sia nel nostro campo sia in quelli in cui applichiamo i nostri metodi.

Se necessario, elaboriamo nuovi metodi.

Non accettiamo incarichi in cui vi sia un evidente conflitto di interessi.

Agiamo in modo responsabile nei confronti dei nostri datori di lavoro.

  1. 3. Veridicità e Integrità

I valori di veridicità e integrità si riflettono nei nostri processi lavorativi, che si basano su indipendenza, obiettività e trasparenza.

Produciamo risultati statistici per mezzo della nostra scienza e non perché influenzati da pressioni di politici o finanziatori.

Siamo trasparenti riguardo alle metodologie statistiche utilizzate e le rendiamo pubbliche, compresi i software open-source, laddove possibile, per consentire la riproducibilità.

Ci adoperiamo per produrre risultati che riflettano i fenomeni osservati in modo imparziale.

Presentiamo dati e analisi in modo onesto e aperto insieme alle informazioni relative ai loro limiti, fornendo appropriate informazioni quantitative e qualitative.

Siamo responsabili del nostro operato.

Rispettiamo la proprietà intellettuale.

In quanto scienziati, perseguiamo nuove idee e scartiamo quelle che si sono dimostrate non valide.

Lavoriamo per la coerenza logica e l’adeguatezza empirica di dati e conclusioni.

Diamo valore a consolidati e obiettivi criteri di valutazione.

 

PRINCIPI ETICI

1. Perseguire l’obiettività

Gli statistici devono perseguire l’obiettività senza timori o favoritismi, scegliendo e utilizzando esclusivamente metodi concepiti per produrre i migliori risultati possibili, tenendo in considerazione fattori quali accuratezza e tempestività. Devono garantire che i dati utilizzati nell’analisi siano idonei allo scopo. Devono garantire di possedere la necessaria conoscenza della materia in oggetto. Sono tenuti a presentare tutte le conclusioni in modo aperto, completo e trasparente a prescindere dagli esiti. Devono fornire informazioni riguardo ai limiti della rilevanza dei risultati fornendo appropriate informazioni quantitative e qualitative. Gli statistici devono essere particolarmente sensibili alla necessità di presentare i risultati anche quando questi mettono in dubbio l’esito auspicato. Gli statistici devono vigilare contro la possibilità di interpretazioni errate o usi impropri. Se ciò si verifica, devono mettere in atto misure per informare i potenziali utenti. I risultati devono essere comunicati a vantaggio della più ampia comunità possibile, avendo cura di non danneggiare alcuna fascia di popolazione.

  1. 2. Chiarire obblighi e ruoli

Laddove possano sollevare questioni di ordine etico, i rispettivi obblighi di datori di lavoro, clienti, finanziatori e statistici in relazione ai propri ruoli e responsabilità devono essere precisati e compresi appieno. Fornendo pareri o assistenza, gli statistici devono badare a mantenersi entro la propria sfera di competenza e chiedere consiglio, se necessario, a chi abbia competenze in altri ambiti.

  1. 3. Valutare alternative

Devono prendersi in considerazione i metodi e le procedure a disposizione, e a datori di lavoro, clienti o finanziatori, oltre al metodo proposto, si dovrà fornire una valutazione imparziale dei rispettivi meriti e limiti delle alternative.

  1. 4. Conflitto di interessi

Gli statistici devono evitare incarichi in cui nei risultati del lavoro vi sia un conflitto di interessi finanziario o personale. È necessario considerare ed esaminare le probabili conseguenze della raccolta e diffusione di vari tipi di dati e dei risultati delle analisi.

  1. 5. Evitare conclusioni anticipate

Si dovrà respingere qualsiasi tentativo di ottenere un esito predeterminato da un’indagine statistica proposta, e le condizioni contrattuali dovranno essere condizionate a tale requisito.

  1. 6. Tutelare le informazioni privilegiate

Le informazioni privilegiate devono essere mantenute riservate. Questo divieto non è da estendersi alle procedure e ai metodi statistici utilizzati per condurre l’indagine o produrre dati pubblicati.

  1. 7. Dimostrare competenza professionale

Gli statistici sono tenuti ad aggiornare le proprie conoscenze e competenze professionali informandosi sugli sviluppi, le procedure e gli standard tecnologici pertinenti al loro ambito, invitando anche gli altri colleghi a fare lo stesso.

  1. 8. Mantenere la fiducia nella Statistica

Per promuovere e mantenere la fiducia dell’opinione pubblica, gli statistici devono assicurarsi di descrivere in modo corretto e preciso i propri risultati, compreso il potere esplicativo dei loro dati. È dovere degli statistici avvisare i potenziali fruitori dei risultati dei limiti della loro affidabilità e applicabilità fornendo appropriate informazioni quantitative e qualitative.

  1. 9. Esporre e riesaminare metodi e risultati

Si devono fornire agli utenti informazioni adeguate, compresi software open-source, per consentire una valutazione indipendente di metodi, procedure, tecniche e risultati.

  1. 10. Comunicare i principi etici

Collaborando con colleghi della stessa o altre discipline, è necessario e importante assicurarsi che i principi etici degli statistici siano chiaramente compresi da tutti i partecipanti e rispecchiati in modo corretto nell’indagine statistica.

  1. 11. Assumersi la responsabilità dell’integrità della disciplina

Gli statistici sono soggetti alle regole morali generali della condotta scientifica e accademica: non dovranno ingannare o distorcere deliberatamente, tentare di impedire la segnalazione di una condotta scorretta o ostacolare la ricerca scientifica/accademica di altri.

  1. 12. Tutelare gli interessi dei soggetti

Gli statistici sono obbligati a proteggere i soggetti coinvolti, a livello individuale e collettivo, per quanto possibile, contro gli effetti potenzialmente negativi della partecipazione all’indagine. Questa responsabilità non è assolta dal consenso o dagli obblighi legali alla partecipazione. La natura potenzialmente invasiva di alcune forme di indagine statistica, compreso l’uso di altri dati e data-set collegati, richiede che esse vengano eseguite con la massima attenzione, la piena giustificazione della loro necessità e la migliore comunicazione possibile ai soggetti coinvolti. Per quanto possibile, le indagini dovranno basarsi sul consenso informato. In tutti i casi, le identità e i dati relativi a tutti i soggetti o intervistati coinvolti dovranno restare riservati. Si dovranno utilizzare misure appropriate per evitare che siano pubblicati dati statistici in forme che consentano di rivelare o dedurre l’identità di un soggetto coinvolto o intervistato.

 

NOTA SUL CONTESTO

 

Da decenni, l’International Statistical Institute è impegnato nella realizzazione di una dichiarazione sull’etica professionale. Per rispondere alle istanze dei membri e a una proposta del Committee on Future Directions, nel 1979, durante il 42° congresso dell’ISI a Manila, il Bureau dell’Istituto inizialmente istituì un Committee on a Code of Ethics for Statisticians. Quel comitato[3] preparò un “codice” che venne adottato dall’Istituto durante la celebrazione del centenario nel 1985, con la seguente risoluzione da parte dell’Assemblea Generale dell’ISI il 21 agosto 1985:

  • - Si riconosce che lo scopo della Dichiarazione sull’Etica Professionale per gli Statistici è documentare esperienze e valori professionali condivisi quale strumento per fornire una guida più che imporre una regola.
  • - Si adotta la Dichiarazione per affermare l’interesse dei membri per tali questioni e la loro determinazione a promuovere la conoscenza e l’interesse per l’etica professionale tra gli statistici di tutto il mondo.
  • - Si decide di inviare la Dichiarazione a tutti i membri dell’ISI e delle sue Sezioni e di diffonderla, ove opportuno, nell’ambito della professione statistica.
  • - Si elogia il Comitato autore della Dichiarazione per l’ottimo, accurato ed efficiente lavoro degli ultimi cinque anni.

 

Con il passare del tempo, l’Istituto valutò la necessità di un aggiornamento della Dichiarazione. Nel luglio 2006, il Comitato Esecutivo invitò esplicitamente il comitato sull’etica professionale in carica[4] a rivedere la Dichiarazione dell’ISI e, “se del caso, (proporre) aggiornamenti”. Il comitato preparò quindi una revisione per l’incontro tenutosi a Parigi nel marzo 2007, e ospitato dall’INSEE, cui fece seguito una riunione aperta durante l’incontro internazionale di Lisbona, nell’agosto 2007, durante il quale il frutto di quest’impegno fu presentato ai partecipanti perché esprimessero commenti e reazioni. Per quanto su numerosi punti vi fosse un evidente accordo, fu proposta una serie di suggerimenti da approfondire, che si rispecchiano nell’aggiunta di una Sezione sui Valori Professionali Condivisi e in una riorganizzazione e integrazione di diversi Principi Etici che da essi derivano. Nel 2010 l’Assemblea Generale dell’ISI adottò la nuova versione.

Pur rimanendo ampiamente valido, il contenuto della Dichiarazione del 2010, a seguito del crescente uso di una varietà di fonti di dati, data-set collegati e metodi statistici “pesanti” dal punto di vista computazionale, ha richiesto degli aggiornamenti introdotti nel 2023.[5]

In linea con lo spirito e il carattere delle precedenti risoluzioni, l’International Statistical Institute presenta questa Dichiarazione sull’Etica Professionale riveduta e aggiornata, con la speranza e la convinzione che il nuovo documento possa aiutare i colleghi di tutto il mondo nel perseguimento dei propri obiettivi e responsabilità professional

 

[1] I dati digitalizzati sono spesso data-set ampi e complessi e il processo di produzione non sempre è noto. Al tempo stesso, la capacità computazionale è aumentata in modo esponenziale consentendo l’uso di tecniche informatiche intensive come il machine learning e l’intelligenza artificiale e sollevando nuove questioni di ordine etico per statistici, data scientists e la società in generale.

[2] Con la crescente adozione della Statistica in settori emergenti di attività, per dare un orientamento condiviso, in certe situazioni è auspicabile elaborare specifici elementi di questo sistema etico per rispondere a problematiche sorte nella collaborazione con altri campi di competenza. Ne è un esempio l’intelligenza artificiale.

[3] Il Comitato era presieduto da Roger Jowell. Originariamente ne facevano parte W. Edwards Deming, Arno Donda, Helmut V. Muhsam ed Edmund Rapaport, a cui poi si unirono Edmundo Berumen-Torres, Gilbert Motsemme e René Padieu.

[4] Il Comitato che eseguì la revisione nel 2010 era composto da David Morganstein (Presidente), Margo Anderson, Edmundo Berumen, Stephen E. Fienberg, Fred Ho, Roger Jowell, Denise Lievesley, Olav Ljones, Bill Seltzer e Jan Robert Suesser. Il Comitato riceve un sostegno importante da un Ethics Advisory Group composto da Jean-Louis Bodin, Oliver J.M. Chinganya, Howard Gabriels, Dan Levine, René Padieu, Hrachya Petrosyan e Norbert Victor.

[5] Nell’aggiornamento del 2023, la composizione del Comitato era la seguente: Walter Radermacher (Presidente), Jairo Arrow, Misha Belkindas, Ayse Bilgin, Albina Chuwa, Hing Wang Fung, Saleha Habibullah, Sibylle von Oppeln-Bronikowski, Eric Rancourt, Jan Robert Suesser, Silke Stapel-Weber, Teresita Evelina Terán, Dennis Trewin (coordinatore della revisione), Nikos Tzavidis, Gabriella Vukovich.